Microplastiche nel riso: cosa dicono gli esperti sulla contaminazione e come ridurre l’esposizione

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Scoperte recenti evidenziano i livelli sorprendentemente elevati di microplastiche presenti negli alimenti comuni, in particolare nel riso istantaneo. Mentre tutte le implicazioni sulla salute sono ancora in fase di studio, gli esperti suggeriscono semplici passaggi per ridurre al minimo l’esposizione. Questo articolo analizza le ricerche più recenti, spiega come le microplastiche entrano nel nostro corpo e offre consigli pratici basati sugli approfondimenti della gastroenterologa Dr. Trisha Pasricha e della tossicologa Phoebe Stapleton.

Il problema con il riso istantaneo

Uno studio del 2021 ha rivelato che il riso istantaneo contiene circa quattro volte la quantità di microplastiche rispetto al riso normale non cotto. Questa differenza deriva dall’ampia lavorazione e confezionamento necessari per produrre opzioni convenienti e precotte.

Il dottor Pasricha spiega: “Il riso istantaneo subisce disidratazione ed è spesso confezionato in sacchetti di plastica progettati per l’uso nel microonde, introducendo maggiori opportunità di contatto con la plastica”. Sebbene lo studio fosse di piccole dimensioni, i risultati sono in linea con una tendenza più ampia: più un alimento è trasformato, maggiore è la probabilità di contaminazione da microplastica.

Come le microplastiche entrano nel corpo

La ricerca conferma che le microplastiche stanno già entrando nei nostri sistemi. Gli studi hanno rilevato queste particelle nel sangue umano, nel tessuto polmonare, nel fegato, nella placenta, nel latte materno e persino nel cervello.

Tuttavia, non tutte le microplastiche vengono assorbite. Il dottor Pasricha chiarisce: “L’intestino elimina efficacemente le particelle più grandi. Sono quelle più piccole, sotto i 10 micron, che possono attraversare la barriera intestinale e accumularsi nei tessuti”.

Gli effetti a lungo termine rimangono incerti. Alcuni studi collegano le microplastiche nelle arterie a aumento del rischio di malattie cardiovascolari, infiammazioni, disturbi ormonali e cattiva salute dell’intestino, anche se gli scienziati sottolineano che si tratta di associazioni, non di cause provate.

Cosa puoi fare

Nonostante le preoccupazioni, gli esperti concordano sul fatto che non è necessario evitarlo completamente. Il dottor Pasricha afferma: “Mangio molto riso e non ho intenzione di rinunciarvi”. Concentrati invece sulla riduzione dell’esposizione attraverso semplici modifiche:

  • Lavare accuratamente il riso: gli studi suggeriscono che questo può ridurre la contaminazione fino al 40%.
  • Evita il riso istantaneo: scegli il riso normale, crudo, conservato in carta, stoffa o vetro.
  • Evitare il riscaldamento in plastica: Utilizzare contenitori di vetro per riscaldare gli avanzi.
  • Ridurre gli alimenti ultra-processati: queste sono le principali fonti di microplastiche dovute agli imballaggi e alla lavorazione industriale.

Il dottor Stapleton aggiunge che scambi sostenibili come bottiglie d’acqua ricaricabili, utensili in metallo e indumenti realizzati con fibre naturali possono limitare ulteriormente l’esposizione.

“L’obiettivo è la riduzione, non la perfezione”, afferma il Dr. Pasricha. “Ogni piccolo cambiamento aiuta a ridurre al minimo l’assunzione di microplastica.”

Mentre la ricerca continua, le misure proattive possono ridurre significativamente l’esposizione. Facendo scelte informate sulla preparazione e conservazione degli alimenti, gli individui possono contribuire a migliori risultati in termini di salute mentre gli scienziati lavorano per comprendere appieno gli effetti a lungo termine dell’ingestione di microplastiche.