Per molti aspiranti proprietari di animali domestici, il termine “ipoallergenico” funge da semaforo verde per portare un nuovo compagno in casa nonostante le sensibilità esistenti. Tuttavia, gli esperti medici avvertono che questo termine di marketing è fondamentalmente fuorviante.
La realtà è semplice ma cruda: non esiste un animale domestico veramente privo di allergeni. Che si tratti di un Labradoodle, di uno Yorkshire Terrier o di un gatto Sphynx senza pelo, questi animali possono comunque scatenare reazioni allergiche significative.
Sfatare i tre più grandi miti sull’allergia agli animali domestici
La confusione che circonda le allergie agli animali domestici spesso deriva da tre malintesi comuni che la scienza ha ripetutamente smentito.
1. L’errore del “basso shedding”.
Il mito più diffuso è che la struttura del mantello determini il rischio di allergie. Molti credono che se un cane non perde il pelo non causerà allergie.
In realtà, la causa principale non sono i capelli in sé, ma il forfora (cellule morte della pelle) e la saliva.
– Dander: Le particelle microscopiche della pelle sono il principale colpevole.
– Saliva: quando gli animali domestici si leccano, ricoprono la loro pelliccia di saliva, diffondendo ulteriormente gli allergeni.
– Risultati della ricerca: Uno studio del 2011 non ha rilevato differenze nei livelli di allergeni nelle case con razze “ipoallergeniche” rispetto ad altre. Incredibilmente, alcuni studi hanno dimostrato che alcune razze, come i barboncini, avevano in realtà concentrazioni più elevate dell’allergene Can f 1 nei loro cappotti rispetto alle razze non ipoallergeniche come i Labrador Retriever. Anche i gatti senza pelo continuano a produrre l’allergene Fel d 1.
2. La promessa della “dieta speciale”.
Molte marche di alimenti per animali domestici affermano che le loro formule possono ridurre gli allergeni che un animale perde. Sebbene questi prodotti possano mirare a una proteina specifica, raramente forniscono una soluzione totale. Le allergie sono complesse; un singolo animale può eliminare da 10 a 20 tipi diversi di allergeni. La riduzione di un frammento proteico non protegge una persona che è sensibile a molti altri.
3. Correzione “Pulizia e purificatore dell’aria”.
Anche se l’igiene è importante, non è una panacea.
– La trappola dell’aspirapolvere: Passare l’aspirapolvere immediatamente prima dell’arrivo di un ospite può essere controproducente. Il processo aerosolizza gli allergeni, sospendendoli nell’aria per diverse ore. Gli esperti consigliano di passare l’aspirapolvere almeno un giorno prima.
– Purificatori d’aria: sebbene i filtri HEPA siano utili, raramente sono sufficienti da soli. Per eliminare completamente gli allergeni degli animali domestici dall’aria, teoricamente sarebbe necessaria un’intera parete di filtri.
Strategie supportate dalla scienza per convivere con gli animali domestici
Se ti impegni a possedere un animale domestico nonostante le tue allergie, ci sono modi pratici per gestire l’ambiente e la tua risposta biologica.
Gestire l’animale domestico e l’ambiente
- Fattori biologici: Nei gatti, il sesso e lo stato riproduttivo sono importanti. I gatti maschi non fissati in genere producono livelli molto più elevati di allergene Fel d 1 rispetto alle femmine fissate.
- Igiene: Lavare un cane settimanalmente può ridurre significativamente la quantità di allergeni che elimina.
- Salute della pelle: Gli animali domestici affetti da malattie della pelle come dermatiti o eczemi tendono a rilasciare più allergeni, peggiorando potenzialmente i sintomi per i proprietari.
Interventi medici
Per un sollievo a lungo termine, il metodo più efficace sono le iniezioni allergiche (immunoterapia).
“È letteralmente una desensibilizzazione”, spiega Kathleen May, capo della divisione di allergia presso il Medical College of Georgia.
Questo processo prevede la somministrazione di piccole dosi crescenti di allergene per addestrare il sistema immunitario a tollerarlo. Sebbene il processo richieda tempo, spesso comportando iniezioni settimanali per diversi mesi seguiti da anni di mantenimento, ha un tasso di successo dell’85% nel migliorare i sintomi dell’allergia agli animali domestici dopo un anno.
Conclusione
Mentre il marketing può promettere razze “ipoallergeniche”, la scienza conferma che gli allergeni si trovano nella pelle e nella saliva, non solo nel pelo. Per gestire le allergie agli animali domestici è necessario andare oltre i miti sulla razza e concentrarsi sull’igiene pratica, sul controllo ambientale e sulla desensibilizzazione medica.
